google
yahoo
bing

milano

Fuori dal conchetta la mattina dello sgombero faceva freddo. Soffocare questi spazi, che naturalmente abitano dei luoghi senza un permesso legale, chi va a beneficiare? Non credo che l’opinione pubblica, chi vota, sia piu di tanto sensibile a questo tipo d’azioni, vista la scarsa presenza nella sfera pubblica di questi spazi. I proprietari dell’immobile, forse. Ma parliamo di cifre comunque ridotte, e facilmente compensabili da un amministrazione che vive di perequazione. Sgomberare questo spazio significa allora fare un’azione di repressione culturale mirata, che vuole frantumare ogni esperienza altra che negli anni è riuscita a sedimentare esperienza, conoscenza e partecipazione. Cox18 significa spazio di produzione culturale, significa Calusca, una delle librerie piu sofisticate a Milano, significa l’archivio Primo Moroni, ballerino, intellettuale, attivista cruciale per la storia della città. Sgomberare, senza neppure negoziare pubblicamente, dimostra come la politica a Milano provi a imporre un modello di governo totalizzante. Non c’è da sorprendersi, c’è solo da resistere. Qui potete firmare la petizione online, magari ha senso anche fare atti di vandalismo mirati, scrivere, scriverne, scaldare gli spazi che fanno resistenza, incazzarsi, supportare quelli che fanno i compagni senza ma, alzare l’asticella dei limiti di quello che possiamo sopportare, provare a riflettere quanto senso abbia accettare sempre tutto, essere tolleranti verso le forme di repressione quotidiana.

One Response to “milano”

  1. pm Says:

    La “resistenza” viene fiaccata dalle continue e soprattutto gratuite aggressioni, dal loro cieco ripetersi, dal male oscuro dell’inutilità che s’insinua delle coscienze dei singoli…La drammatica distanza (o forse vicinanza) che si instaura tra forze resistenti e forze repressive, è testimoniata dalle centinaia di foto apparse sui vari blog “ribelli” in difesa del Cox: volti, sagome, persone ritratte in vari momenti di vita passata di fronte al centro sociale, nell’atto di sorseggiare una “birrozza”, di rollare una canna: figure in massima parte annoiate, melanconiche, in una parola stanche; contrapposte alle intirizzite e annoiate divise dei poliziotti sopraggiunti per murare con fiamma ossidrica quegli stessi luoghi… E’ in questa fiacchezza, in questa apatia che è maturata la repressione che ogni giorno aggiunge un altra pennellata al suo disegno…

Leave a Reply