google
yahoo
bing

out of the window

Qualche giorno fa ho fatto un salto nello studio di Zoe Crosher. Da poco ha pubblicato Out of the Window (LAX) (2006), un volume snello stampato dai tipi del Los Angeles Forum for Architecture and Urban design. Sono foto, o meglio sguardi, raccolti durante la permanenza in tutti quei motel che affollano Century Boulevard, un arteria che ti porta dritto a LAX. LAX è non solo uno dei tanti aeroporti che ci sono a LA, ma è il nodo principale che fagocita gente e merci verso l’oriente, oltre a raccogliere centinaia di voli di chi passa da Los Angeles. Una di quelle infrastrutture che definiscono le città con una vocazione globale, e ne caretterizzano fortemente l’economia urbana. Intorno ha qualche ufficio di multinazionale, un quartiere in difficoltà come Inglewood, e poco altro. Restano uno strip con billboard splendido,che dice “VAGINAS ARE US” e trentuno motel. Zoe Crosher li ha visitati tutti.
Negli Stati Uniti i motel non sono solo postacci dove spendere qualche ora con un amante come avviene in Italia. Ma sono spazi che infrastrutturano il nomadismo urbano, e la precarietà del sistema sociale. A volte bastano 39 dollari per buttarsi su un letto. Recentemente mi è capitato di leggere “After Hours at La Chinita,”, una piccola perla tra i racconti che Barry Gifford ha confezionato per The Stars Above Vera Cruz. Vi consiglio di recuperarlo, giusto solo per sentire l’energia he emanano questi posti, animati da spettri e personaggi memorabili, sempre in bilico tra sogni e baratro. Nei Motel di Century Boulverad ci trovi gente che lavora in aereoporto e non guadagna abbastanza per pagarsi la benzina per tornare a casa. Ci sono puttane che ci portano i clienti. Ci sono viaggiatori che ci portano puttane. Ci sono anziani che non hanno una casa e truffatori in cerca di clienti. Gente che viaggia per affari e turisti spaventati dalla città.
Zoe Crosher si è fermata a dormire in ogni Motel, cercando di carpire la natura di spazi che definiscono la transitorietà di un luogo come LAX. Sono foto limpide,lontano dagli stereotipi che avvolgono i motel. Direi che hanno uno sguardo letterale, piu ancorato all’idea di rappresentare la transitorietà, che di coglierne l’essenza. Sono sguardi dalle finistre, che catturano gli aereoplani in volo, ma sono impregnati di teoria in maniera troppo esplicita. Mi piace chiaramente piu l’idea del risultato, ma ho apprezzato lo spirito di questo saggio visivo. In studio raccoglieva tante altre foto, molto piu intime di questa esperienza, ma non sono finite in Out of theWindow. Il libretto è corredato dai testi di Pico Iyves, Norman Klein e Julian Myers. Sul suo sito poi trovate altri lavori, di cui magari parlo un altro volta. Ma c’è molto che mi interessa: puttane, immaginario, los angeles.

Leave a Reply